Valutare un’opera

Valutare un’opera o un’intera collezione: un’attività strategica a garanzia della rivalutazione delle opere preziose

Il tema della valutazione delle opere preziose, siano esse quadri, gioielli, mobili o oggetti vari, o intere collezioni che compongono il patrimonio di numerose famiglie italiane, risulta essere al centro di un vivace interesse tra gli operatori del settore.

Stabilire il valore della collezione e comprenderne il ruolo tra gli asset aziendali o privati, può aiutare a definire il valore strategico della stessa, ma anche sollevare qualche domanda, in merito alla sua integrazione alla vita di impresa o al valore patrimoniale proprio.

La questione si fa più che mai attuale, visto il momento di incertezza economica causato dal diffondersi del virus e data l’esigenza manifestata dalle persone e dalle aziende di ottenere liquidità per resistere alla crisi in atto.

In circostanze simili, nel sistema anglosassone, le imprese tendono spesso a ricorrere all’art lending, un’operazione finanziaria che consente di offrire un’opera d’arte in garanzia di un prestito, e trasformare così, piuttosto rapidamente, un bene illiquido in liquido.

In Italia tuttavia tale pratica è poco diffusa.

Una terza prospettiva è rappresentata dal veicolare le opere al maggior numero di interessati, offrendo la massima trasparenza e fluidità di tutte le operazioni, sia delle informazioni che delle transazioni.

Di fatto, le collezioni d’arte sono meno esposte ai rischi finanziari, pur condividendo la mobilità ed il dinamismo del mercato finanziario, non sono immobili, pur condividendo la sfera del valore privato ed il senso della diversificazione degli investimenti. Una collezione d’arte può muoversi, possiede per definizione la libertà formale di ricomporsi e riadattarsi alle esigenze strategiche, culturali e finanziarie del suo proprietario. Le collezioni d’arte si costituiscono pazientemente grazie alla conoscenza e non all’improvvisazione: si formano grazie ad una strategia precisa e ad un savoir-faire che appartengono alla storia dell’umanità.

La trasferibilità della collezione è la garanzia della sua evoluzione. La visibilità è la garanzia della sua utilità. La sua indipendenza è la garanzia del suo valore. Alienabilità, visibilità, indipendenza.

Questi tre criteri sono la forza della gestione di una collezione d’arte basata sulla qualità delle opere e quindi sul potenziale emotivo ed economico. L’emozione alimenta il valore finanziario, è da qui che può ancora venire la speranza.