Custode dell’originale: Institut de France, Parigi (Francia) – Manoscritto B, foglio 83v.

Dettagli del bene: I famosi disegni della Vite Aerea (f. 83v) e degli studi sull’Ornitottero (macchina volante a ali battenti, f. 80r / 88v) si trovano all’interno del Manoscritto B (Manuscrit B di Leonardo). (Nota: Ulteriori studi sull’ornitottero e il volo si trovano anche nel Codice Atlantico e nel Codice sul volo degli uccelli alla Biblioteca Reale di Torino).

L’iconica spirale in tela lino e drago inventata da Leonardo nel 1489 per “avvitarsi” nell’aria. È unanimemente riconosciuta come il primo concetto teorico di elicottero.

Progettata a Milano attorno al 1489, la Vite Aerea incarna l’intuizione pionieristica che l’aria possegga una densità tale da poter essere “compressa” e scalata attraverso un movimento elicordale. Leonardo previde una struttura spirale in tela di lino inamidata, con un raggio di circa cinque metri, tesa su un’intelaiatura di legno rinforzata. Quattro uomini, posizionati sulla piattaforma centrale, avrebbero dovuto ruotare a forza muscolare l’asse centrale. Pur essendo irrealizzabile all’epoca per la mancanza di un motore sufficientemente leggero e potente, il principio fisico teorizzato da Leonardo anticipa di quasi quattro secoli l’elica moderna e l’aeromobile a rotore fisso.

Contesto e Conservazione
  • Manoscritto: Il disegno originale si trova nel Manoscritto B (f. 83v), conservato presso l’Institut de France a Parigi.

  • Periodo: Risale al suo primo soggiorno milanese, una fase di intensa sperimentazione in cui Leonardo cercava principi fisici applicabili al volo artificiale.

Come Funzionava: L’Intuizione Fisica

A differenza dell’ornitottero (basato sul volo battente degli uccelli), la vite aerea si fonda sul principio della vite di Archimede, applicato non all’acqua ma all’aria:

  1. L’aria come fluido denso: Leonardo intuì che l’aria ha una sua “corposità” e densità. Pensò che una spirale ruotando a grandissima velocità potesse “avvitarsi” nell’aria esattamente come una vite di metallo penetra nel legno o una vite elicoidale solleva l’acqua.

  2. Struttura e Materiali:

    • Vela elicoidale: Una grande spirale fatta di tela di lino inamidata (con diametro stimato intorno ai 5 metri) rinforzata da un bordo in canna metallica.

    • Base di supporto: Una piattaforma circolare di legno con un albero centrale attorno al quale ruotava la struttura.

  3. Propulsione: Il meccanismo prevedeva che quattro uomini, posizionati sulla piattaforma centrale, spingessero con forza delle stanghe di legno per far ruotare rapidamente la spirale.

Per quale motivo non poteva funzionare?

Sebbene l’intuizione fisica sull’aerodinamica fosse straordinaria per la fine del XV secolo, il prototipo non avrebbe mai potuto alzarsi da terra in pratico per tre limiti fondamentali:

  • Mancanza della terza legge di Newton (Azione/Reazione): Senza un rotore di coda o un sistema controrotante, spingendo le stanghe gli uomini avrebbero fatto ruotare la piattaforma sottostante su se stessa nella direzione opposta alla spirale, anziché far alzare la macchina.

  • Peso eccessivo: La struttura in legno, tela e cavi, unita al peso dei quattro uomini, era immensamente troppo pesante per la spinta generabile a mano.

  • Velocità di rotazione insufficiente: Per creare una spinta verticale (lift) sufficiente a vincere la gravità occorre una velocità di rotazione di centinaia di giri al minuto, ottenibile solo con i motori a combustione arrivati oltre 400 anni dopo.