Nasce un oggetto da collezione che racchiude il concetto di tutto il progetto: la valorizzazione delle opere preziose certificate e riconosciute ovunque con lo stesso valore che cambia e si rivaluta nel tempo.

Opera Preziosa realizzata in fusione a cera persa in Argento 925 millesimi e in Oro 750 millesimi, in occasione della celebrazione del V° Centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019).

 Il V° Centenario del Grande Genio

Il 2019 è stato un anno importante per tutto il mondo artistico e culturale non solo italiano, ma anche internazionale. Si è celebrato infatti il cinquecentesimo anniversario della morte del grande genio Leonardo da Vinci, un personaggio che ha sempre suscitato grande interesse per la sua figura eclettica, la sua personalità sfuggente e misteriosa e la sua incredibile quantità di interessi diversi. Da Vinci non era sicuramente un uomo comune, il suo genio era un inesauribile fonte di idee che sfociavano nei più disparati progetti.

Per onorare i pilastri della nostra cultura, della nostra storia passata e recente, abbiamo scelto di realizzare un’opera d’arte unica ad ogni singola riproduzione.

Possiamo definirla Medaglia, perchè ha due lati come insieme dei segni d’onore scelti per commemorare il progetto “Leonardo 500 opere preziose” e i partner coinvolti che danno vita continua a chi più di tutti aveva una visione complessa della trasformazione delle cose e dell’uomo stesso inteso come essere umano al centro del mondo in cui viviamo.

Una Medaglia con forma ottagonale come simbolo di uno sviluppo ulteriore di una delle immagini più commemorative e riconosciute di Leonardo da Vinci, l’uomo Vitruviano, che dal tempo della sua creazione, mantiene sempre viva la fascinazione di Leonardo per il corpo umano e la sua relazione con il mondo che lo circonda.

Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano armoniosamente inscritto nelle due figure “perfette” del cerchio, che rappresenta il Cielo, la perfezione divina, e del quadrato, che simboleggia la Terra. Abbiamo immaginato l’evoluzione del quadrato (Terra) che gira su sè stesso e si trasforma svariate e infinite volte fino a raggiungere un cerchio (Cielo) che non c’è perchè “immaginario”. Come a fissare un frame, un secondo punto di vista del quadrato, passo dopo passo per focalizzarci sull’oggi e per poter immaginare il futuro di domani.

Solo una mente geniale come quella di Leonardo poteva riuscire a racchiudere, nella fragile consistenza della carta, la perfetta sintesi grafica della centralità dell’uomo nell’universo attraverso lo straordinario studio delle proporzioni umane.

Un’opera preziosa, nata come nostra interpretazione in 3D dell’uomo vitruviano che riporta il logo di Valore Unico con le due iniziali sovrapposte. La V e la U rovesciata, con le relative incisioni laterali che indicano il peso in Grammi e il titolo del metallo utilizzato (Oro 750‱ o Argento 925‱) per esteso, oltre che al logo dell’associazione “Leonardo 500 opere preziose” e la firma rovesciata di Leonardo da Vinci.

La medaglia riporta sul retro la realizzazione in 3D del Cristo di Lecco (opera in sanguinia attribuita al genio da diversi esperti), tutt’ora in fase di studio, che per noi è simbolo dell’importanza delle analisi, delle certificazioni e del percorso necessario per riuscire ad attribuire l’originalità di un’opera preziosa e della giusta attribuzione del rispettivo valore, vero e unico riconosciuto ovunque.

Il Cristo di Lecco

La scoperta di un disegno di Leonardo da Vinci

La lunga via verso la certificazione

Un uomo sulla trentina. Lo sguardo pensieroso. I lineamenti tanto misteriosi quanto familiari incorniciati da barba e capelli. Potrebbe essere questo uno dei tanti ritratti collegabili al reale volto di Leonardo da Vinci.

Autoritratto come Cristo (c.1492) di Leonardo da Vinci – Collezione privata, Lecco   (FOTO: proprietà privata; riproduzione autorizzata).

A cinquecento anni dalla scomparsa, il viso del genio toscano è ancora un enigma irrisolto.

Le ipotesi abbondano. Per parere universale, il volto di Leonardo potrebbe celarsi nell’anziano Platone ritratto nella Scuola di Atene di Raffaello, o nei tratti del celeberrimo Autoritratto a sanguigna conservato nella Biblioteca Reale di Torino.

Recentemente gli studi avanzano e tendono a riconoscere una immagine convenzionale nel Profilo attribuito a Francesco Melzi e nella Tavola Lucana.

Eppure, ancor oggi nessuno sa con certezza quali fossero i lineamenti dell’uomo simbolo del Rinascimento italiano.

A distanza di cinquecento anni sembra ancora irrisolto l’enigma delle fattezze di Leonardo; a complicare la questione potrebbe anche essere la inaspettata riscoperta di un piccolo ritratto di uomo – o di Cristo – realizzato in gessetto rosso e collocabile storicamente tra il Cinque e il Seicento.

Questa speciale testimonianza, venuta alla luce grazie ad un acquisto da parte della famiglia Gallo-Mazzoleni, potrebbe costituire un argomento prezioso per la definizione di un tema controverso e assai articolato.

Il Ritratto di Lecco è un disegno a sanguigna su carta preparata rossa/rosata (24×16,8cm e 0,2 mm di spessore) di autore ignoto di ambito leonardesco, in corso di approfondimento di studi, databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI sec. conservato in una collezione privata.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto_di_Lecco)

(https://alpedicampione.it/il-volto-di-leonardo/)

Il disegno è stato considerato tra le possibili opere di ambito leonardesco alla fine del 2019 (anno dei festeggiamenti del cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci) a seguito dell’acquisizione di questo disegno da parte di due collezionisti lecchesi, che lo hanno presentato il 19 dicembre 2019 in una conferenza stampa tenutasi a Lecco presso il Palazzo Falck sede della Confcommercio di Lecco, relatore l’esperto vinciano Nicola Barbatelli.